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Cosa fare dopo la Laurea in Storia dell’Arte: consigli pratici per non andare nel panico6 minuti di lettura

In questo articolo ti darò dei consigli pratici su cosa fare dopo la Laurea in Storia dell’Arte e ti dirò il vero motivo per cui non devi andare nel panico.

Non si tratta delle solite argomentazioni in cui ti spiego per quale motivo è assolutamente importante che tu continui a formarti, preferibilmente in ambiti pratici che ti permettano di elevare il livello del tuo cv da una semplice laurea magistrale ad un master di primo o secondo livello.

Prima di continuare con l’articolo però, voglio che tu sia pronto a leggere quello che per me ha funzionato e che oggi mi permette di vivere con le mie passioni, che non è detto debbano essere necessariamente le tue.

Consigli pratici su cosa fare dopo la Laurea in Storia dell’Arte

Cominciamo.

Tutti noi laureati in Storia dell’Arte viviamo nell’incertezza costante. 

Pensaci un attimo.

Noi sappiamo che dopo la laurea sarà molto difficile trovare un lavoro, ma a differenza dei nostri colleghi, sappiamo bene dove dovremmo stare e cosa ci piacerebbe fare.

Non che questo accada solo a noi: tutti sono pieni di incertezze in molti ambiti lavorativi (mi dicono sia lo stesso per chi ha studiato Comunicazione, Scienze Politiche, Lettere o Filosofia), ma noi Storici dell’Arte, in un certo senso, abbiamo qualcosa che ci sconvolge ancora di più rispetto alla mancanza di un lavoro.

Sappiamo infatti di essere formati dall’Università per lavorare in un Museo, in una Galleria d’Arte, come guide turistiche o come curatori. Non ci dispiace nemmeno l’idea di fare i giornalisti, gli art advisor, i critici d’arte. 

Insomma, le scelte le avremmo anche.

La vera frustrazione sta nella consapevolezza che non possiamo farlo, o almeno non possiamo farlo subito e probabilmente non lo faremo mai come vorremmo.

Mi sono laureata nel 2018, mentre facevo un Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali.

Avevo vinto una borsa di studio e ho deciso di fare questo master, nonostante fosse full time, nonostante sapessi che avrei dovuto davvero faticare per arrivare ad entrambi i traguardi.

L’ho fatto perché mi ero appesa alla speranza che se avessi faticato tanto, sicuramente avrei trovato qualcosa degno della mia preparazione accademica.

Bullshit.

La verità è che nel nostro settore, la preparazione accademica serve fino ad un certo punto.

Ci sono dei riconoscimenti ai quali tutti ambiamo sicuramente: durante gli anni dell’Università ci impegniamo affinché la nostra media accademica non scenda mai sotto il 28, ci preoccupiamo di come riempire quel maledetto cv di bei nomi e bellissime esperienze lavorative, di esperienze all’estero quando ci possiamo permettere il lusso (che non è solo economico) di fare un anno di Erasmus ( io l’ho fatto, ed è stato bellissimo).

Ma la realtà è che ad un certo punto finiamo gli stage, finiamo i corsi di alta formazione, i tirocini e i master, e rimaniamo comunque da soli con noi stessi.

Adesso, non voglio certo dirti che ho trovato la soluzione a tutto questo, non sarebbe onesto né leale da parte mia.

Non voglio neppure dirti che tutti gli stage finiscono male, alcuni sicuramente finiscono con un contratto a tempo determinato –  di indeterminato, nessuno che conosco ha mai visto l’ombra, o almeno non subito.

Oggi lavoro nel settore dell’Arte, dopo aver deciso, più o meno consapevolmente, che insieme all’ambito umanistico e artistico, mi sarei formata, da sola, in quello del Digital Marketing.

Aver unito due settori così diversi fra loro, quello dell’Arte e quello del Digital Marketing (applicato per 3 anni di fila nell’e-commerce della mia famiglia), oggi mi rende una persona felice e, perché no, realizzata.

Questo perché ho acquisito delle competenze nel settore commerciale: ho preso familiarità con concetti quali fatturato, conversioni, target e  tanto, tantissimo altro ancora.  E ho applicato le tecniche di marketing e comunicazione sui Social Media, in particolare Instagram e Facebook.

La differenza è che ho portato questa mia familiarità anche nel settore culturale.

In che modo l’ho fatto?

È stato graduale, ma mi rendo conto di averlo fatto.

Ho studiato copywriting, ovvero tecniche di scrittura persuasiva orientate alla vendita, dai migliori blog americani.

Ho iniziato nel 2017 e il mio obiettivo era quello di vendere i prodotti dei miei genitori. 

Per mettermi alla prova però, e imparare qualcosa di nuovo, ho applicato i contenuti tecnici che avevo appreso, ad argomenti culturali.

È così che ho aperto la prima, vera versione di questo blog, in cui insegnavo alle persone del mio settore a curare le proprie pagine Instagram a tema arte e cultura.

Poi mi divertivo anche a spiegare il motivo per cui una pagina Linkedin deve essere sempre aggiornata e il motivo per cui serve davvero a tutti, anche a chi non ha molto da scrivere sul proprio cv.

Da quel momento ho aperto diverse discussioni sulla mia pagina Instagram e sono riuscita a realizzare il mio sogno: quello di mescolare settore culturale e settore digital marketing in un mestiere solo.

Oggi aiuto gli artisti e i piccoli business legati all’arte e alla cultura a sviluppare una propria comunicazione online, dai social media ai siti web.

Ma questa volta non ho intenzione di dedicarmi a loro. 

Influensarte non è per loro, anche se ovviamente possono contattarmi qui, nel caso in cui ne abbiano bisogno.

Sono tornata su Influensarte per dedicarmi a tutti coloro che si trovano nella mia situazione del 2018: a tutti quelli che studiano o si sono appena laureati in Storia dell’Arte o in qualsiasi corso culturale e non sanno cosa fare.

Oltre a dare dei consigli utili sulla mia pagina Instagram, ho creato un progetto editoriale che si chiama Feci d’Artista in cui professionisti del settore culturale raccontano le proprie esperienze.

Infine, ho deciso di creare un gruppo Facebook in cui do consigli pratici su come iniziare a sviluppare una propria comunicazione online, partendo da Instagram ma con un occhio verso altre piattaforme come Linkedin.

Sono convinta infatti che la comunicazione online serva a tutti, anche a coloro che vogliono trovare lavoro nel settore culturale: spesso ci sembra di non avere nulla da dire.

In realtà, con tutto quello che abbiamo studiato e fatto, abbiamo tantissimo da dare e possiamo iniziare a curare la nostra immagine online, per aumentare la possibilità di trovare lavoro.

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